Guida alle classi energetiche: tutto quello che devi sapere

Devi acquistare un nuovo elettrodomestico ma sei preoccupato per i consumi? Ti spiego come funzionano le classi energetiche e a cosa servono.
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Quando ti appresti ad acquistare un nuovo elettrodomestico, vi sono diversi parametri che valuti per scegliere un prodotto.

Tra di essi, quello che dovrebbe essere il più importante, è anche uno dei più sottovalutati: stiamo parlando della classe energetica. Ma perché questo fattore è così importante?

In questo articolo andremo ad affrontare questo argomento, cercheremo di chiarire cosa sono le classi energetiche, come leggerle e come puoi valutarle in base alla singola categoria di elettrodomestico.

Perché le classi energetiche sono così importanti?

Quando utilizzi un dispositivo di frequente, la classe energetica dello stesso è molto importante per diversi aspetti.

Quello più immediato è legato ai costi delle bollette. Negli ultimi anni, questi sono aumentati a dismisura e rappresentano ormai una voce molto ingombrante nell’ambito dei costi di un nucleo familiare.

Vi sono poi gli aspetti ecologici: un elettrodomestico che consuma meno, avrà di certo un impatto ambientale inferiore rispetto a una controparte con una classe energetica più bassa.

Detto ciò, considera che non devi limitarti a valutare i colori riportati sull’etichetta (quelli che vanno dal rosso al verde). Sebbene questa suddivisione cromatica sia apprezzabile per gli acquirenti più distratti, se vuoi scegliere un elettrodomestico in modo saggio devi andare ben oltre.

Cosa sono le classi energetiche

Andiamo più nello specifico ad analizzare le classi energetiche, con questa immagine che ti permette di capire come funzionano.

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Questa scala varia dal rosso, sintomo di efficienza minima, sino al verde. Allo stesso modo, i colori sono affiancati da lettere che vanno da G sino ad A +++ che costituisce il vertice assoluto di questa scala. Di fatto, i vari “+” rappresentano gradi intermedi tra una lettera e l’altra. Devi comunque sapere non tutte le etichette sono identiche.

A seconda dell’elettrodomestico vi sono lettere diverse da cui si parte. Per esempio, alcuni dispositivi hanno come scala adottata solitamente le lettere che vanno dalla E alla A++ (come le lampadine). Tutto ciò significa che non puoi valutare la classe su scala globale, ma applicarla alla singola categoria di prodotto.

A rendere tutto ancora più complesso vi è un aspetto burocratico. Di tanto in tanto, talvolta anche con cadenza annuale, le etichette vengono modificate con versioni aggiornate. Questo è dovuto sia al progredire tecnologico (con il progredire della scienza tecnologica i dispositivi realizzati tendono a consumare sempre meno energia), sia a decisioni politiche che tendono a rendere più dettagliata la scala di valutazione.

Le classi di consumo non sono un metro di giudizio infallibile

Da quanto abbiamo appena spiegato, avrai capito come le classi energetiche non sono un metro universale, ma una scala che va comunque valutata.

A stabilire questo metro di giudizio sono normative europee con direttive specifiche dell’Unione Europea. Ciò significa però che, se acquisti prodotti al di fuori dei suoi confini, eventuali diciture potrebbero non corrispondere.

Considera poi anche a produttori non troppo corretti, che sfruttano alcuni cavilli per “modificare” a piacimento le indicazioni presenti sulla confezione del dispositivo venduto.

Le classi energetiche degli elettrodomestici

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Se è vero che le classi sono una vera e propria giungla, basta un po’ di analisi sulle principali categorie di elettrodomestici per avere maggiori strumenti di valutazione. Di seguito ti proponiamo alcuni dei dispositivi più diffusi e le relative considerazioni rispetto ai loro consumi.

I condizionatori

I condizionatori sono elettrodomestici tanto diffusi, quanto con un forte impatto sui consumi.

In genere, questi variano dalla classe A+++ fino ai classe D, per i modelli più vecchi e meno efficienti. Per valutare in modo accurato i condizionatori e i relativi consumi, devi considerare i valori di SEER (Seasonal Energy Efficiency Ratio), che misura l’efficienza stagionale in modalità raffreddamento, e SCOP (Seasonal Coefficient of Performance), che riguarda il riscaldamento, con valori più elevati indicano una maggiore efficienza.

Considera anche che la presenza della tecnologia inverter contribuisce a migliorare l’efficienza del dispositivo, regolando la potenza del compressore in base alle necessità del momento. Dovresti anche concentrarti sulla potenza nominale del condizionatore e le dimensioni dell’area in cui sarà installato, così da scegliere un modello adeguato.

In generale, un condizionatore con classe A+++ consuma molto meno rispetto a modelli con classi inferiori, portando a risparmi in bolletta che possono arrivare fino a circa 100 euro l’anno, a seconda dell’utilizzo.

Lavatrici e lavastoviglie

Per quanto concerne lavatrici la situazione è ancora più complicata.

L’etichetta di questi dispositivi infatti, non fornisce solamente il consumo (con rispettive lettere) ma anche la qualità del lavaggio e l’eventuale efficienza per quanto riguarda l’asciugatura. La scala adottata prende in considerazione, ancora una volta, le lettere che vanno dalla A+++ alla G.

L’etichetta energetica delle lavatrici riporta informazioni come la classe di efficienza, il consumo energetico annuo (espresso in kWh), il consumo di acqua (che non devi assolutamente sottovalutare) e altre informazioni utili per valutare l’impatto ambientale e i costi legati all’utilizzo del dispositivo. Il consumo elettrico viene calcolato basandosi su cicli di lavaggi standardizzati che permettono di confrontare diversi modelli tra loro a parità di condizioni.

Le classi energetiche delle lavatrici tengono conto principalmente del consumo di energia per lavaggi a pieno carico a 60 gradi, ma anche di cicli misti o a basse temperature, più realistici per il tipico utilizzo domestico.

La capacità di carico della lavatrice (espressa in chili) influisce sulle soglie di consumo per ciascuna classe. Ad esempio, per una lavatrice da 6 chili, la classe A+++ può corrispondere a un consumo inferiore a circa 150 kWh annui su 220 lavaggi misti.

Anche i lavastoviglie vengono valutati in modo simile, con una scala che va da A a G.

Il tutto va considerato in base alla capacità nominale (ovvero il numero di coperti standard), ai consumi d’acqua per ciclo e all’eventuale programma eco.

Ad esempio, per una lavastoviglie con capacità di 12 coperti, i consumi variano in base alla classe energetica nel modo seguente: la classe A corrisponde a un consumo uguale o inferiore a 34 kWh per 100 cicli, la classe B consuma tra 34 e 40 kWh, la classe C tra 41 e 46 kWh, e così via fino alla classe G, che supera i 65 kWh per 100 cicli.

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Forni elettrici

I forni elettrici sono tra gli elettrodomestici con più peso specifico sulla bolletta.

La loro classificazione varia da A+++ fino a D, con etichette ricche di dettagli e specifiche tecniche.

I forni elettrici per uso domestico devono infatti mostrare informazioni dettagliate sul consumo di energia misurato secondo procedure standardizzate, come il consumo per ciclo di cottura, consentendo un confronto trasparente tra diversi modelli.

Considera che dal primo marzo 2025, una normativa europea ha inoltre previsto il divieto di commercializzazione di forni in classi energetiche troppo basse, come la classe G, contribuendo a eliminare dal mercato i modelli meno performanti. Le classi energetiche superiori sono state calibrate con parametri più severi rispetto al passato per stimolare l’innovazione tecnologica verso prodotti a basso consumo.

Se hai un forno elettrico vecchio e con consumi esagerati, valuta la possibilità di sostituirlo con altri dispositivi come i forni a microonde.

Frigoriferi e congelatori

Tra gli elettrodomestici con maggiore impatto sui consumi figurano frigoriferi e congelatori.

Considera che i regolamenti che riguardano questi prodotti sono stati profondamente rinnovati dall’UE nel 2025, con criteri alquanto precisi per determinare la reale efficienza di tali dispositivi.

La classificazione energetica spazia da A fino a G, con ben pochi prodotti sul mercato in grado di assestarsi tra le classi A e B, visti i parametri elevati richiesti dall’Europa.

Le nuove norme prevedono che i test di consumo energetico dei frigoriferi vengano effettuati a diverse temperature ambientali (ovvero 16, 22 e 32 gradi), per valutare il comportamento del frigorifero in condizioni realistiche di utilizzo.

I modelli combinati (frigorifero con congelatore) e i soli congelatori difficilmente potranno essere classificati nelle classi più alte come A o B, a causa delle maggiori difficoltà nel mantenimento dell’efficienza a diverse temperature.

Considera che sul mercato quasi tutti gli elettrodomestici di questa categoria sono E, F o G. Ciò significa che se trovi un frigo di ultima generazione classe D o C è comunque già apprezzabile per quanto riguarda i consumi.

Scaldabagni elettrici

Gli scaldabagni elettrici sono tra i dispositivi più energivori delle nostre abitazioni. Proprio per questo motivo, se intendi acquistarne uno (o sostituire il tuo vecchio modello), devi fare grande attenzione alla sua classificazione.

L’etichetta energetica degli scaldabagni riporta informazioni fondamentali come il consumo annuo di energia in kilowattora (kWh), la capacità del serbatoio in litri, la rumorosità in decibel, e il profilo di carico, che indica la quantità di acqua calda consumata mediamente (da XS a XL).

Negli ultimi dieci anni, l’UE ha posto regole sempre più rigorose rispetto a tali dispositivi. Le classi più basse come F e G non sono più prodotte, mentre le classi A+, A++, A+++ indicano prodotti adatti anche a un utilizzo intensivo, con impatto ridotto sulla bolletta.

Consumo elettrico

Televisori e monitor

Anche televisori e monitor per computer hanno visto notevoli modifiche negli ultimi anni nel contesto della classificazione dei consumi.

L’etichetta energetica per questi prodotti indica il consumo energetico espresso in kilowattora per anno (kWh/anno) basato su un utilizzo standard e prende in considerazione la dimensione dello schermo, espressa in centimetri quadrati o pollici, dato che i consumi sono influenzati dalla grandezza del display e dalle sue tecnologie (ad esempio OLED, LCD, QLED).

I nuovi criteri di valutazione sono più severi rispetto al passato per riflettere i progressi tecnologici ed evitare che classi superiori come A+++, A++ rimangano inutilizzate e dunque poco significative.

Oltre al consumo medio annuo, l’etichetta può riportare informazioni aggiuntive come il consumo in standby e la presenza o meno di funzioni eco, che influiscono sul consumo effettivo.

Nota bene: sono esclusi dall’obbligo di fornire l’etichetta dispositivi con schermo molto piccolo o prodotti specifici, come quelli per uso medico o per realtà virtuale.

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